giovedì 25 giugno 2015

Il mio Esame

Il mio esame


1. Il laboratorio agricolo: l'esperienza alla casa di Emma

2. Ed. Tecnica: Museo e fabbrica Ducati Sistema desmodromico L'uso del casco in moto
    2.1.  Ed. fisica Equitazione Andature al passo e al trotto

3. CITTADINANZA E  COSTITUZIONE Libera e la lotta alle mafie
     3.1. BLOG GIOCA LE TUE CARTE INGLESE My school trip
     3.2. STORIA La II Guerra Mondiale Sant'Anna di Stazzema
              3.2.a. Ed. MUSICALE L'improvvisazione musicale
              3.2.b. GEOGRAFIA U.S.A.
              3.2.c. ITALIANO La strage di Sant'Anna Letture dal libro ''Io ho visto''

4. Laboratorio “A scuola con un occhio al paesaggio”
      4.1. SCIENZE L'occhio

5. Arte e Immagine Laboratorio di ceramica

martedì 16 giugno 2015

La gita... 4a puntata: Libera

Bella raga!!
L'8 aprile 2015 la classe 3˚ della scuola popolare carrobiolo di Monza si è recata in Toscana per una gita di tre giorni...!!! Mercoledì sera ci siamo riuniti per ascoltare la testimonianza di "Libera" un associazione che si occupa di diffondere una cultura contro le mafie.
L'operatrice ci ha prima chiesto di definire personalmente con 3 parole la mafia.
Abbiamo poi fatto insieme un cartellone dove ognuno di noi ha espresso 3 commenti sulla definizione di mafia e gli abbiamo riportati scritti su di esso.
Completato il cartellone, insieme all'operatrice abbiamo poi commentato i commenti che abbiamo espresso.

1) In Basilicata è presente il clan dei basilischi.
2)In Sicilia è presente il clan dei cosa nostra.
3)In Calabria è presente il clan dell'ndrangheta.
4)In Campania è presentei il clan camorra.
5)In Puglia è presente il clan della sacra Corona unita.

Dopo il cartellone abbiamo fatto il gioco del memory, che era formato da carte. da una parte c'erano fotografie di persone e dall'altra le storie di queste persone. (Giovanni Falcone, Paolo borsellino, rossella Casini ecc...) Il gioco consisteva nell'abbinare le tessere uguali e parlare dei personaggi.

Una di queste era Rossella Casini...

Rossella Casini nasce a Firenze il 29 Maggio 1956 in una famiglia operaia, che ormai aveva quasi perso le speranze di avere un figlio.
Vivono in Borgo la Croce, una via tranquilla che unisce Piazza Beccaria al mercato rionale di Sant’Ambrogio.
Non sappiamo nulla della vita di Rossella prima dell’incontro con Francesco Frisina, perché non è rimasto più nessuno a raccontarla: la mamma Clara è morta due anni dopo la sua sparizione, il padre Loredano alla fine dei ‘90, non molto tempo dopo aver saputo la verità sulla morte della figlia da un quotidiano.
È il 1994, 13 anni dopo i fatti. Un pentito parla: Rossella è stata rapita, torturata, violentata, fatta a pezzi e buttata in mare per aver osato rompere il silenzio imposto dalla ‘ndrangheta e, ancor peggio, aver distolto, anche se per poco, il suo amato Francesco, dalla retta via dell’omertà.
Nel 1977 Rossella si era innamorata di uno studente universitario: gli fa conoscere la sua famiglia e nell’estate dell’anno successivo vanno tutti insieme per le vacanze estive in Calabria a conoscere i genitori di Francesco.
Qui inizia un serie di eventi che porta Rossella a conoscere fatti che neanche poteva immaginare: l’appartenenza di Francesco ad una famiglia ‘ndranghetista, faide per il potere ed il controllo del territorio, vendette per sgarri commessi o sospettati.
Viene ucciso il padre di Francesco, Francesco stesso è ferito in un agguato. Rossella decide di parlare con le forze dell’ordine e convince Francesco a fare lo stesso.
Tutto questo è inaccettabile. Francesco viene convinto a ritrattare e Rossella vive un momento di confusione e resta in balia degli eventi.
Nel frattempo però è stata decretata la sua morte.
Muore nel 1981, forse a febbraio.

Marco

Guernica

Guernica è il nome di una cittadina spagnola che ha una triste storia e che Picasso col suo dipinto ha voluto raccontarci.

Realizzato il 26 aprile 1937 successivamente al bombardamento aereo della città durante la guerra civile Spagnola.

L'artista spagnolo in Guernica esprime la sua opposizione ai regime totalitari che si diffusero in Europa nel corso del xx secolo, e lo fa mediante la reppresentazione di un terribile ebisodio bellico: la distruzione durante la guerra civile Spagnola della città di Guernica.
Sulla sinistra si vede la madre che urla al cielo tenendo tra le braccia il figlio ormai senza vita. Il posto centrale è occupato dalla figura di un cavallo, ha un aspetto allucinato da animale impazzito. Nella bocca ha una sagoma che ricorda quella di una bomba. 
Al di là delle molti possibili interpretazioni delle singole figure Picasso in Guernica comunica in modo immediato l'errore e la sofferenza provocati dalla guerra.
Picasso non voleva che il suo quadro più famoso venisse esposto in Spagna,dichiarando esplicitamente che avrebbe potuto tornarvi solo dopo la fine del fascismo.

Lucas

lunedì 8 giugno 2015

Jam Session

L'improvvisazione nell'arte musicale è una disciplina con la quale i musicisti sviluppano creativamente un tema, una forma, un  ritmo partendo dal contenuto della partitura, da una intuizione o dal “dialogo” con altri improvvisatori. La storia della musica è caratterizzata dall'emergere di diversi stili d'improvvisazione che hanno caratterizzato l'evoluzione di questa forma musicale.
L'idea di improvvisazione risale ad epoche remote. È praticamente certo che la pratica improvvisativa, nella musica occidentale, fosse massicciamente presente (e forse costituisse la parte dominante dell'esecuzione musicale) nell'epoca che va dalle origini al gregoriano. 
Anche nei secoli seguenti la pratica improvvisativa fu sempre presente: ad esempio, certe forme musicali classiche sono basate sull'improvvisazione, come i preludi, le toccate, le fantasie  ( alcune opere di Johann Sebastian Bach sono probabilmente improvvisazioni trascritte successivamente su spartito)
Non era raro assistere anche a gare di improvvisazione (ad esempio fra Wolfgang Amadeus Mozart e Muzio Clementi). Il giovane Beethoven, pianista a Vienna, partecipava a serate in cui si tenevano gare di improvvisazione. Fino all'inizio del XIX secolo, i compositori lasciavano talvolta spazio all'improvvisazione nei loro spartiti, indicando una cadenza ,cioè una parte melodica che doveva essere sviluppata dal solista: diversamente da altre forme d'improvvisazione, questa veniva spesso scritta dal solista stesso prima del concerto.
Dal 1800 in poi nella musica classica moderna (escludendo l'avanguardia) ed in generale nella musica colta occidentale l'improvvisazione è venuta ad essere considerata secondaria rispetto alla fedeltà dell'interpretazione di quanto scritto nelle partiture.
In seguito, nella tradizione jazzistica questa visione viene stravolta: gli spartiti vengono messi in secondo piano (spesso sono solo canovacci di accordi e melodie principali, oppure non esistono proprio) e quello che dona il senso ad una esecuzione è la sensibilità del musicista che improvvisa. 
Molto spesso i brani eseguiti sono noti e diffusi nell'ambiente jazzistico (i cosiddetti standard) utilizzati come traccia comune per l'improvvisazione, singola o collettiva, e possono essere modificati al punto da risultare quasi irriconoscibili rispetto alle versioni precedenti. Questo richiede una condivisione delle convenzioni musicali da parte dei musicisti e, oltre all'inventiva, una notevole padronanza dello strumento musicale  e dell'armonia (siano esse istintive o derivate dallo studio teorico) da parte del jazzista.

MUSICA CLASSICA

Toccata Arpeggiata Kapsberger


Toccata BWV565 Bach


Cadenza 5° Concerto Brandeburghese Bach


MUSICA MODERNA 

IL BLUES

Blues Robert Johnson- Crossroad


VIRTUOSISMO STRUMENTALE: a solo e d'insieme

Rock Little wing- Jimi Hendrix


Short Tales Of The Black Forest - Al Di Meola & John McLaughlin


IL JAZZ: due standard a confronto

Jazz Billie Holiday - Autumn in New York


Jonathan Kreisberg Group - Autumn In New York #1


E PER FINIRE.... IL NOSTRO PEZZO:


mercoledì 20 maggio 2015

La gita... 3a puntata: La Ducati

Ciao ragazzi!
Il giorno mercoledì 8 aprile la classe 3 della scuola popolare si è recata in gita in Toscana
la nostra prima tappa è stata  Borgo Panigale alla fabbrica della Ducati a Bologna.
Appena arrivati abbiamo incontrato la guida che si chiamava Giulia la quale ci ha distribuito degli auricolari per farsi sentire meglio.

Per prima cosa ci ha portato a visitare il museo, disposto in sequenza cronologica a partire dal 1926,  dove abbiamo scoperto che la Ducati non ha subito fatto motori ma ha iniziato fabbricando macchine da scrivere, radio portatili, rasoi. La guida di ha raccontato che negli anni della seconda guerra mondiale Borgo Pannigale era stato bombardato per cui la produzione si era interrotta. Dopo la guerra hanno riaperto la fabbrica che ha iniziato a produrre motori. Uno dei primi esemplari era il cucciolo che era un motore Ducati montato su una bicicletta.
La seconda moto era la prima moto da corsa ed era a forma di siluro e il pilota per scendere doveva entrare nei box e farsi aiutare dai meccanici che lo dovevano prendere in braccio perché non poteva mette i piedi per terra.
Nel museo ci sono esposte moltissime moto che nel corso degli anni hanno partecipato alle piú importanti competizioni vincendo tanto con campioni come Troy Bayliss.
Nel 2003 comincia a correre nella moto GP il campionato piú importante del mondo.Casey Stoner che riuscì a vincere il titolo mondiale. Nel 2007 non andò bene la carriera di Valentino Rossi nella ducati e infatti la sua moto non è stata esposta nel museo.
Dopo aver visitato tutto il museo ci hanno portato nella fabbrica e la prima cosa che abbiamo visto era una vetrina dove sono esposti alcuni alberi a camme che sono la caratteristiche del sistema desmodromico della Ducati. Una cosa molto importante è che la Ducati assembla tutte le moto artigianalmente, nel senso che non esiste una catena di assemblaggio ma ogni operaio segue l'assemblaggio del motore e del telaio per intero. Questo perché alla ducati non importa la velocità di produzione ma la qualità. I pezzi piú fragili vengono montati solo alla consegna della moto per evitare danni durante il trasporto.

Ci hanno poi spiegato nel dettaglio come funziona il sistema desmodromico

"Desmodromico" deriva dalle parole greche "desmos" = controllata e "dromos" = corsa.
Già dal nome quindi si capisce che si tratta di un sistema di distribuzione nel quale il movimento della valvola è controllato sia durante la fase di apertura che in quella di chiusura. Proprio in quest'ultima fase si racchiude tutta la differenza con il “classico” sistema di distribuzione, nel quale infatti le valvole sono richiamate da delle molle, che hanno dei tempi di reazione  che, anche se rapidissimi, non possono essere ignorati. Il sistema desmodromico dispone di due camme per ogni valvola: una che si occupa dell'apertura, come in un qualsiasi motore, e un'altra che si occupa della chiusura (al posto delle molle che in questo caso sono assenti) e possono essere sia SOHC che DOHC,  ovvero sia monoalbero che bialbero. Il sistema Desmo è spesso usato nei motori che devono avere prestazioni alte, anzi altissime, proprio perché quando il numero di giri del motore diventa molto elevato si creano circostanze critiche, infatti il tempo di reazione delle molle per la chiusura delle valvole limita la possibilità di cercare di raggiungere regimi sempre più elevati;  il rischio consiste nel fatto che il singolo pistone potrebbe già trovarsi in posizione di punto morto superiore e la molla non abbia ancora fatto in tempo a richiamare la valvola in posizione di chiusura, causando l'immediata e gravissima rottura del motore determinata dallo scontro tra il pistone e una valvola non ancora chiusa. Tutto questo in un motore Desmo semplicemente non può accadere, ed è proprio per questo che il Desmo è stato lungamente studiato e approfondito dall'ingegnere della Ducati Fabio Taglioni, fino a farlo divenire il principale simbolo tecnico della casa di Borgo Panigale. 
Questo  non è l'unico vantaggio di un motore Desmo, infatti nel sistema classico la molla che tiene chiusa la valvola determina una resistenza nel momento in cui la camma va a provocare l'apertura della valvola stessa, assorbendo inevitabilmente energia al motore, che di conseguenza  diminuisce di prestazioni e aumenta i consumi. Il sistema Desmo inoltre  genera un valore inferiore d'attrito, che nel campo della meccanica è una caratteristica mai trascurabile. Chiaramente il sistema desmodromico essendo sofisticato e complesso presenta come svantaggio quello di avere alti costi di progettazione e realizzazione: rispetto al normale sistema di richiamo mediante molle.  Rispetto al normale sistema di richiamo mediante molle, si ha un'imperfetta chiusura della valvola, data sia dalle dilatazioni termiche che dai giochi di produzione. Per risolvere o limitare il problema si utilizza una molla, che solleva il bilanciere inferiore e migliora la chiusura della valvola tuttavia riducendo, seppur lievemente, i vantaggi del sistema desmodromico. Attualmente Ducati usa la distribuzione desmodromica in tutta la sua produzione motoristica, oltre che nei motori da competizione (Superbike, MotoGP), con eccellenti risultati anche in MotoGp, dove la Desmosedici (4 cilindri a V di 90º, 16 valvole con comando desmodromico) ha dimostrato di essere una delle moto più potenti del lotto dei concorrenti, portando Casey Stoner alla vittoria nel campionato mondiale

Gianluca

NIcholas ci spiega il funzionamento del circuito elettrico

Il circuito elettrico

mercoledì 6 maggio 2015

Le ricette di Sofia... Torta al riso soffiato e mars

Ciao ragazzi!
Oggi vogliamo condividere con voi una squisita ricetta: 
la torta al riso soffiato e mars!

Come fare?

Ingredienti:
 175 gr di riso o farro soffiato
6 barrette Mars
125 gr di burro

Procedimento
1- In una pentola alta scigliere il burro ammorbitito con i Mars  spezzettati
2- Lasciar sciogliere il tutto a fuoco lento, mescolando continuamente, stanto attenti a NON portare il composto a ebollizione (se vedete qualche bollicina, togliete la pentola dal fuoco)

3-Una volta sciolto il composto incorporarvi il riso o farro soffiato e mescolare

4- quando il composto risulta appiccicoso significa che è pronto


5- Versare il tutto in una teglia ricoperta di carta da forno e lasciare raffreddare e indurire in frigorifero.

BUON APPETITO!

Sofia